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TOUR LETTERARIO "IL VELO DI IRSINA"

 
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Il Paese

8"Il Paese" - 1370 [ "Il Velo di Irsina" pag. 102]

La gente era vestita alla buona, con camicie biancastre, per lo più. Poi c’erano dei rudimentali pantaloni di stoffa logora, tenuti in vita da una corda. Le donne, invece, portavano lunghe gonne dai colori scuri, prive di ornamenti, con mantelle che potevano essere di lana oppure di lino, per quanto si poteva vedere. Indossavano sempre almeno una cuffia, per il buon nome, mentre gli uomini portavano cappucci, oppure, se potevano permettersi, cappelli a ripararsi dal sole. C’erano cani che vagavano tra le casupole, pronti a infilare la coda tra le gambe al primo incontro e muli legati all’ingresso delle abitazioni attraverso anelli di ferro fissati con un chiodo al muro. A terra, urina e feci, le cui origini erano incerte. Ancora, piume di pollame misto a paglia sporca che s’infilava tra le pietre di fiume delle strade.
Un fumo lieve, spesso ridiscendeva dai comignoli, spinto da un vento che soffiava irregolare. Aleggiava fra le case, si tratteneva ad altezza del viso e poi si mischiava ai vari odori, rendendoli più sopportabili.
L’inglese vide poche, piccole botteghe chiudere con la sera e, in tante case, ardere un braciere proprio al centro della stanza dove era radunata l’intera famiglia. Non sentì bambini lamentarsi, ad eccezione del vagito di un neonato che smise quasi subito.

     
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